Wednesday, 26 January 2011

LA NATIVITA' di Filippo Lippi al Museo Diocesano

di Luca FRIGERIO «Tante lodevoli opere fece, che fu un miracolo». Basterebbe forse questa entusiastica affermazione del Vasari per comprendere la statura artistica di Filippo Lippi, frate fiorentino dalla vita a dir poco avventurosa, pittore eccellente in quella Toscana rinascimentale già percorsa dalla rivoluzione di Masaccio. Chi, tuttavia, e giustamente, volesse verificare con i propri occhi della bontà di un simile giudizio, non ha che da recarsi al Museo Diocesano di Milano (corso di Porto Ticinese, 95), nelle cui sale, dal prossimo 16 novembre, sarà esposta una delle opere più belle del Lippi, una Natività che è un autentico idillio, dove tutto è silenzio e preghiera, contemplazione e verità. Quest'opera, scelta per l'ottava edizione della fortunata manifestazione Un capolavoro per Milano, proviene da Prato, città in cui fra' Filippo soggiornò a lungo realizzando una serie di lavori che gli storici dell'arte oggi valutano come «l'impresa più importante e più ricca di futuro» del Quattrocento artistico italiano. Si tratta di una tavola di circa un metro e mezzo per lato, originariamente conservata presso il locale convento dei domenicani, che raffigura Maria e Giuseppe in adorazione del Bambino Gesù nel contesto della "Notte Santa", con sullo sfondo la capanna con il bue e l'asino, dei giovani pastori che suonano corni e zampogne e, nell'alto dei cieli, un coro di angeliche voci. Ai lati, due santi. A sinistra il martire Giorgio, le mani giunte come la Vergine, il ...

di Luca FRIGERIO «Tante lodevoli opere fece, che fu un miracolo». Basterebbe forse questa entusiastica affermazione del Vasari per comprendere la statura artistica di Filippo Lippi, frate fiorentino dalla vita a dir poco avventurosa, pittore eccellente in quella Toscana rinascimentale già percorsa dalla rivoluzione di Masaccio. Chi, tuttavia, e giustamente, volesse verificare con i propri occhi della bontà di un simile giudizio, non ha che da recarsi al Museo Diocesano di Milano (corso di Porto Ticinese, 95), nelle cui sale, dal prossimo 16 novembre, sarà esposta una delle opere più belle del Lippi, una Natività che è un autentico idillio, dove tutto è silenzio e preghiera, contemplazione e verità. Quest'opera, scelta per l'ottava edizione della fortunata manifestazione Un capolavoro per Milano, proviene da Prato, città in cui fra' Filippo soggiornò a lungo realizzando una serie di lavori che gli storici dell'arte oggi valutano come «l'impresa più importante e più ricca di futuro» del Quattrocento artistico italiano. Si tratta di una tavola di circa un metro e mezzo per lato, originariamente conservata presso il locale convento dei domenicani, che raffigura Maria e Giuseppe in adorazione del Bambino Gesù nel contesto della "Notte Santa", con sullo sfondo la capanna con il bue e l'asino, dei giovani pastori che suonano corni e zampogne e, nell'alto dei cieli, un coro di angeliche voci. Ai lati, due santi. A sinistra il martire Giorgio, le mani giunte come la Vergine, il ...

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